su “Canti metropolitani” di Rossella Luongo

luongo

domenica 2 marzo 2014

SEGNALAZIONE VOLUMI = ROSSELLA LUONGO

Rossella Luongo -“ Canti metropolitani” – Samuele Editrice – Fanna (Pn) 2013 – pagg. 55 -€9
Dopo “La fata e il poeta”, accolto favorevolmente dalla critica, testo che già rivelava la ricerca della poeta di dare un senso alla vita, a partire dal quotidiano, dal mondo degli affetti domestici, senza però rimanere protetta da un microcosmo di tipo pascoliano, ma rivolgendo lo sguardo al mondo esterno, nel bene e nel male, per uscire allo scoperto,. la giovane Rossella Luongo con “Canti metropolitani”, raggiunge il suo risultato più maturo con una poetica dalle tonalità spesso intrise di crudezza, ma senza compiacimenti o manierismi, una crudezza che rende efficacemente a livello espressivo ed estetico, tutti gli aspetti piacevoli e spiacevoli di una vita, che merita comunque di essere vissuta. Il testo, del tutto antilirico, è armoniosamente orchestrato architettonicamente nelle sue tre scansioni, intitolate “La città, Portraits e Resurrectio”. La metropoli in questa raccolta viene intesa in tutte le sue sfaccettature: è mappa studiosa, arteria luminosa, vicoletto sbrogliato, ed anche fogli di calcolo e gruppo anatomico di pecore smussato a tergo::come si evince non c’è la minima traccia di elegiaco in questi elementi che vengono detti dalla Luongo: infatti le tinte adoperate dall’autrice sono molto forti e intense e hanno qualcosa di vagamente surreale. L’-io poetante della raccolta è molto autocentrato e sa proiettarsi verso l’alterità, con un occhio attento che si getta sulle cose e sui fenomeni, per coglierla in tutte le loro sfumature e anche negli oggetti: la poeta riesce a cogliere un senso complessivo dell’esistere, quando, per esempio, dedica una bellissima poesia al padre scomparso. Al centro dei “Canti metropolitani” si pone la mitologia del quotidiano, l’epica e l’etica del quotidiano, già espresse efficacemente da Roberto Mussapi nella raccolta “Luce frontale”; qui la quotidianità è colta nel suo paesaggio privilegiato, quello urbano con i suoi interni (case, negozi, bar) ed i suoi esterni (strade, piazze, quartieri)., dove acquistano rilievo le estensioni di quella società dei consumi e dell’apparire che ci assedia e che tende a svuotarci di ogni personalità dentro l’inarrestabile implosione del fenomeno della globalizzazione che passa attraverso la televisione, i mas media, la rete. Rossella Luongo, immersa in questo ambiente, non vuole stigmatizzare questa realtà, che ha anche aspetti positivi, come il lato libero di Internet, ma vuole rapportarsi ad essa criticamente e, da questa visione acuta e acuminata sgorgano i versi. Dominante in questa poesia è una componente angosciosa (anche se continuamente esorcizzata attraverso le immagini); quella appunto che deriva da una lucida analisi della realtà, dalla conoscenza e dalla consapevolezza del suo degrado da una progressiva alienazione che s’impadronisce dell’uomo nel suo insieme.

Raffaele Piazza

 

 

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